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La sentenza del Tar del Lazio? Una risposta dello Stato di diritto alla prepotenza e all’arroganza

Tutti gli italiani, indipendentemente dalle idee politiche, devono essere grati al TAR del Lazio perché, con la decisione sul ricorso del PDL in materia elettorale, ha rafforzato nei cittadini che amano la libertà la speranza che l’Italia non sia ineluttabilmente destinata a divenire un Paese a democrazia limitata, una repubblica bananiera dove i giudici si devono prontamente adeguare ai voleri del caudillo. Il TAR dovrà darci ragione, aveva proclamato il ministro La Russa, sventolando il decreto salvaliste. La sua arroganza e la prepotenza del suo leader hanno avuto la risposta che normalmente ci si può aspettare in uno Stato di diritto. Attendiamo ora con fiducia anche il responso del Consiglio di Stato. Sappiamo che esso sarà motivato con riferimento alla legge e ai principi della nostra Costituzione, che vuole l’indipendenza dei giudici, non ai diktat del governo o alla convenienza del partito maggioritario.
Comunque vadano le cose dovrà però verificarsi ciò che, secondo Marzio Breda quirinalista del Corriere della Sera, si è verificato la sera del 4 marzo al Quirinale in occasione dell’incontro fra Berlusconi e Napolitano. Secondo le informazioni raccolte dal giornalista, Berlusconi si sarebbe espresso con brutalità nei confronti del capo dello Stato, cercando di imporgli, con tono perentorio ultimativo, la firma del decreto voluto dal PDL, avrebbe proferito minacce e parole fuori controllo fin quasi alle escandescenze.
Queste notizie devono essere verificate, perché i comportamenti riferiti possono configurare veri e propri reati. A nessuno è consentito minacciare il capo dello Stato e tentare di imporgli alcunché.

(09/03/2010) di Domenico D’Amati

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La legge «ecovergogna»

«In questo paese gli inquinatori come i criminali la fanno sempre franca: denunciamo con profondo sdegno che il Parlamento alcune settimane fa (2 Febbraio 2010) ha approvato una legge, che in questi giorni verrà pubblicata in G.U., che depenalizza il reato di scarico industriale nelle acque. In pratica chi scaricherà inquinanti oltre i limiti consentiti dalla legge se la caverà semplicemente con una multa che va da 3.000 a 30.000 euro». Lo dichiara il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: «Siamo estremamente preoccupati per il disastro ambientale in corso nel fiume Lambro: si sta infliggendo il colpo mortale definivo ad un ecosistema già fortemente provato dall’inquinamento».

«La legge dell’ecovergogna, proposta, tra l’altro, dal ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, è il ddl “Recante modifica della disciplina sanzionatoria dello scarico di acque reflue” che modifica il comma 5 del Articolo 137 Testo Unico Ambientale (Tua), trasformando ciò che prima era reato penale (lo scarico industriale oltre i limiti di legge nei corpi idrici) in una mera sanzione amministrativa - conclude Bonelli -. Questo è un paese in cui affaristi senza scrupolo
ed eco-criminali godono dell’appoggio delle leggi volute dal governo Berlusconi: è una vergogna senza precedenti».

link alla legge – liberamente tratto da www.vglobale.it

N.B. Beppe Grillo sarà a Vicenza l’11 Marzo! Vi aspettiamo!

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Grillo in Piazza 11 Marzo

Oggi 07/03/10 l’Associazione Vicenza a 5 Stelle ed il Meetup degli Amici di Beppe Grillo della provincia di Vicenza organizzeranno banchetti informativi a Vicenza (contrà Garibaldi, dietro al Duomo), Schio (Via Pasini Ang. Via Pasubio) e Bassano del Grappa (Piazzotto Montevecchio) per lo spettacolo di Beppe Grillo giovedì 11 marzo in Piazza dei Signori ore 21.00 (ingresso libero)

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L'8 per mille

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Ripensare al Teleriscaldamento

Leggo dal GdV di sabato 13 Febbraio un interessante articolo riguardante il problema dell’inquinamento. Chi scrive fa notare che periodicamente le varie città, tra cui il nostro comune, cercano di limitare le polveri sottili esclusivamente con blocchi del traffico e domeniche ecologiche  in determinati orari e zone e che questo si capisce non basta visto che comunque sembra palese che la situazione sembra  risolversi, o meglio rientrare nei parametri, solo in seguito a precipiatazioni metereologiche.

Il problema è bisognerebbe attivarsi con interventi in altri settori che influiscono in modo significativo sull’inquinamento atmosferico.

Uno di questi, fa notare l’articolo, è il settore degli impianti di riscaldamento. E a Vicenza, sembra incredibile, ci sarebbero le strutture per rendere più efficiente e meno dispersivo questa energia. Stiamo parlando del teleriscaldamento.

Si legge sul giornale: “il teleriscaldamento (grosso impianto centralizzato cittadino) è  riconosciuto dai tecnici del settore come sicuro mezzo di riscaldamento adatto ad ogni edificio sia esistente che di nuova costruzione adattabile ad impianti centralizzati o autonomi; garantisce un razionale uso dell’energia e quindi meno immissioni nell’atmosfera.(…) Il teleriscaldamento preserva l’inquilino da ogni tipo di  problema che può talvolta causare l’impianto di riscaldamento (soprattutto quello autonomo) al quale magari non viene fatta regolare manutenzione”.

Praticamente il teleriscaldamento funziona con la distribuzione di acqua calda, attraverso una rete di tubazioni interrate che portano alle singole utenze l’acqua a 90° generata in una singola centrale e la riportano a 60°, dopo aver ceduto il calore necessario alle utenze.

La centrale che gestisce la rete permette di raggiungere un ottimo risultato in termini di efficienza energetica facendo sì che il teleriscaldamento risulti una soluzione economica, che rispetta l’ambiente. Infatti se si pensa che per uno stesso quantitativo di energia prodotta dai sistemi tradizionali, il consumo di combustibile nella centrale è sensibilmente inferiore, con la conseguenza che le emissioni inquinanti sono inferiori. Anche perchè, si aggiunge, che le molte caldaie autonome presenti sviluppano più energia (un influente 50% in più!) di quella che realmente servirebbe per riscaldare le unità immobiliari.

Ora sembra che l’area servita dal Teleriscaldamento sarà estesa a gran parte del cuore della nostra  città (http://www.aimvicenza.it/a_24_IT_23_1.html) ma ci si chiede nell’articolo come mai invece aree di recente costruzione  non abbiano avuto il privilegio di essere collegate a questa rete esistente.

Io spero che questo settore , come in altri che incentivano la riqualificazione di vecchi edifici (vedi cappotti esterni, nuovi infissi, pannelli solari) siano di costante importanza per le amministrazioni comunali così da migliorare tutto il sistema di efficienza energetica in Italia.

Valentina Tisato, candidata provinciale (Vi) lista civica regionale veneta “MoVimento Beppegrillo.it”

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David Borrelli e la neonata lista civica regionale

Le persone con le idee chiare si intuiscono subito…per questo IO VOTO BORRELLI !!!

N.B. Beppe Grillo sarà in Piazza dei Signori a Vicenza giovedì 11 marzo ore 21.00. Non mancare!

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L’inquinamento atmosferico sui beni culturali italiani esposti

Forme di degrado ed effetti degli inquinanti sulle opere d’arte

Il degrado di un’opera d’arte inizia subito dopo la sua realizzazione e la velocità con cui procede dipende da fattori sia naturali che antropogenici. Il processo di deterioramento è progressivo e irreversibile; i tempi e le modalità di impatto differiscono sia in funzione del tipo di materiale che degli agenti fisico-chimici e biologici coinvolti che possono essere di differente natura.

Un manufatto a differenza di un sistema biologico, non è dotato di meccanismi di smaltimento o di eliminazione delle sostanze inquinanti con le quali viene a contatto e per tale ragione si assiste in breve tempo all’accumulo di tali sostanze.

Tra le forme di degrado cui sono soggetti i materiali lapidei, assumono particolare importanza in risposta all’azione degli inquinanti atmosferici, la perdita netta di materiale detta “erosione”, che si verifica soprattutto nelle zone esposte all’azione dilavante della pioggia, l’”annerimento” o sporcamento determinato dal deposito delle particelle carboniose sulla superficie del monumento e che si verifica invece nelle zone protette dalla pioggia e “lo stress fisico” (determinato da fattori climatici e microclimatici).

basilica palladiana Effetto dell’annerimento dovuto agli agenti meteorici della Basilica palladiana a Vicenza.

Questo articolo è stato ricavato da una relazione sui risultati dello studio sperimentale APAT-ICR per la valutazione del danno dei beni storico-artistici esposti all’aperto.

Martina Sartori, candidata provinciale (Vi) lista civica MoVimento Beppegrillo.it

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L'inquinamento atmosferico sui beni culturali.

Danni causati dall’inquinamento atmosferico sui beni culturali italiani esposti

Introduzione

L’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e Servizi Tecnici (APAT) ha avviato dal 2000 una collaborazione scientifica con l’Istituto Centrale per il Restauro (ICR) finalizzata alla valutazione di soglie di tolleranza per i monumenti, ed in particolare dei manufatti lapidei, nei confronti delle principali sostanze inquinanti.

Dagli studi effettuati sull’argomento è stato possibile valutare che l’erosione, l’annerimento, la contaminazione biologica e lo stress fisico risultano essere i principali responsabili del degrado delle superfici dei manufatti.

Innumerevoli studi ed indagini scientifiche hanno evidenziato che negli ultimi decenni il degrado dei materiali esposti all’aperto ha subito un’accelerazione e in generale è stato registrato un incremento della velocità con cui alcuni processi, coinvolti nel degrado, evolvono nel tempo. Nel valutare le cause di tale degrado l’inquinamento atmosferico è risultato un fattore di pressione determinante per le superfici dei monumenti esposti all’aperto. L’impatto delle sostanze inquinanti emesse in atmosfera sui materiali costitutivi dei monumenti è ingente ed irreversibile a causa della mancanza di sistemi di autorigenerazione, che sono invece presenti negli esseri viventi

I limiti di legge sull’inquinamento dell’aria in vigore nel nostro paese e nell’Unione europea sono stati emanati avendo come fine ultimo la salvaguardia della sola salute umana o, per taluni inquinanti, degli ecosistemi e della vegetazione.

Fonti di emissione delle sostanze inquinanti

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Tra le sostanze in grado di deteriorare un’opera d’arte, quelle considerate maggiormente aggressive per i materiali lapidei sono: i composti dello zolfo (in particolare l’anidride solforosa SO2), gli ossidi di azoto (NOx), l’anidride carbonica (CO2) per il suo potere acidificante ed il particolato atmosferico che ricopre un ruolo fondamentale poiché rappresenta la principale causa di annerimento delle superfici lapidee esposte all’aperto.

Tali inquinanti possono provenire ed essere emessi da fonti diverse, in particolare:

  • processi di combustione in ambito industriale e domestico che generano inquinanti aeriformi quali ossido di carbonio (CO), biossido di zolfo (SO2), idrocarburi, aldeidi, ceneri composte da cloruro di sodio e di magnesio (NaCl e MgCl2), particelle carboniose, ecc.;
  • traffico veicolare (produzione di ossidi di carbonio, azoto e zolfo, particolato, polveri provenienti dall’usura di manti stradali, di pneumatici ed idrocarburi incombusti);
  • lavorazione dei manufatti in processi industriali e combustioni dei rifiuti che immettono nell’atmosfera vapori di solventi organici, biossido di zolfo, acido cloridrico, ossidi di azoto, idrocarburi incombusti e particolato.

Martina Sartori, candidata provinciale (Vi) lista civica regionale “MoVimento Beppegrillo.it

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Ritocco nucleare alla Polverini

la “sindrome dell’ipocrita nucleare” – Sì al nucleare ma non nella mia Regione – ha contagiato diversi candidati alle prossime elezioni regionali. Ma abbiamo trovato la cura: un ritocco ai loro manifesti elettorali. E così abbiamo piazzato lungo le strade di Roma alcuni manifesti della Polverini, in tutto simili agli originali, ma con la scritta:“Sicuramente il nucleare. A Montalto di Castro e Latina (ma dopo le elezioni!)”.

Nei giorni scorsi, infatti, la candidata per la carica di governatore del Lazio ha espresso il suo appoggio ai piani nucleari del governo, ma ha dichiarato allo stesso tempo che il Lazio “non ha bisogno” di centrali nucleari.

Troppo comodo dire Sì al nucleare e poi dichiarare che la propria regione ne può fare a meno. Lo hanno fatto anche Zaia (Veneto) e Formigoni (Lombardia). Nel Lazio la situazione è ancora più grave perché i tecnici dell’EDF hanno già fatto sopralluoghi a Montalto di Castro, che appare un sito certo del ritorno italiano al nucleare.

I cittadini hanno bisogno di risposte chiare sul nucleare e non meritano di essere presi in giro, né ora né dopo le elezioni.

Molti, come te, stanno partecipando attivamente alla nostra campagna sul sito Nuclear lifestyle L’appello è arrivato quasi a quota 57mila e alla Nuclear Hotline sono stati inviati più di 400 messaggi contro il nucleare. Ascoltali su Radio Attiva e fai sentire anche la tua voce. Chiama subito il numero gratuito 800.864.884.

articolo tratto da e-mail ricevutami da Andrea Lepore
Responsabile Campagna Nucleare Greenpeace


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Nati per vincere

logo ufficialeSignore e Signori,

Vi comunico ufficialmente (e con una punta di orgoglio) che la lista civica regionale veneta del MoVimento Veneto 5 Stelle é nata ieri 27/02/2010 alle ore 12.12, quando un nostro delegato regionale di Venezia ha ricevuto a mano e per primo, dalla commissione esaminatrice delle liste, il verbale di ammissione alla competizione elettorale.

Alle elezioni ci saranno ben 10 simboli, in uno dei quali i veneti saranno chiamati a porre un croce. La lista Bonino-Pannella non ce l’ha fatta e nemmeno l’Alleanza di centro di Pionati.

Ci aspetterà un mese altrettanto duro e difficile di quello della raccolta firme, ma come sempre i ragazzi del meetup di Vicenza affronteranno questa sfida con l’impegno e l’entusiasmo che li contraddistinguono dagli altri partiti, caricati soprattutto dallo strabiliante  successo della raccolta firme.

Ringrazio ancora una volta tutti i sottoscrittori che hanno firmato e hanno reso possibile questo grande successo.

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