Frequenze Sostenibili
a Bassano del Grappa, Cantieri Giovani in collaborazione con alcune associazioni del territorio sensibili all’argomento, tra cui il Meetup Amici di Beppe Grillo di Bassano, sta organizzando per il 26 settembre 2010 in Piazzotto Montevecchio la giornata dedicata all’ecosostenibilità.
In contemporanea si terrà la manifestazione “Capra & cavoli”, mostra mercato dedicata ai prodotti naturali e biologici.
Frequenze Sostenibili prevede anche eventi collaterali che si svolgeranno dal 13 settembre in poi.
Di seguito il programma completo:
La protesta dei Ricercatori Universitari italiani
Una forte protesta è cresciuta all’interno delle Università Italiane e minaccia di bloccare l’inizio del prossimo anno accademico, tuttavia, come sempre accade in questo paese, nessuno ne viene informato nè riesce a capire che cosa stia realmente accadendo. La stampa da poco spazio a questo genere di notizie, forse convinta che interessino poco alla gente e preferisce parlare del caldo afoso e delle vacanze imminenti. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza. Ancora una volta tutto nasce (neanche a dirlo) dall’attuale governo e dal Ministro Gelmini, in particolare quello che viene messo in discussione è il DdL 1905. Perchè questa norma ha sollevato così tante proteste tra i Ricercatori attualmente assunti nelle nostre Università? In particolare si sancisce la definitiva messa ad esaurimento della figura del Ricercatore a tempo indeterminato, sostituita dal Ricercatore “a tempo determinato” (3+3 anni).
Per capire la situazione occorre sapere che i Ricercatori, a differenza di quello che gran parte delle persone pensano, non fanno solamente ricerca nelle Università italiane ma svolgono a titolo gratuito una grossa mole di didattica (insegnamenti cosiddetti frontali). Questi insegnamenti non rientrano però nei loro obblighi istituzionali, in altri termini insegnano nelle Università pur non essendo compito farlo. Una persona sana di mente potrebbe chiedersi: “Perchè accade tutto ciò?”. Il motivo è molto semplice, il numero di corsi Universitari, che negli ultimi anni è aumentato notevolmente (specialmente dopo l’introduzione del 3+2*) ha reso necessario che i Ricercatori svolgessero parte degli insegnamenti che altrimenti avrebbero letteralmente sommerso i professori Associati ed Ordinari. Inoltre la didattica consente di acquisire un maggiore “punteggio” che può rivelarsi utile per poter accedere al grado di Professore Associato. Inutile dire che la situazione è molto complessa e varia a seconda dei diversi Atenei. Come sempre accade in Italia, il sistema, nonostante le molte difficoltà e grazie alla buona volontà di molti funzionava discretamente. Tutto ciò è stato però sconvolto dal “DdL macigno” lanciato dal nostro Ministro nelle già turbolente acque dello stagno Universitario italiano. Il DdL Gelmini presenta infatti diversi aspetti penalizzanti e discriminatori nei confronti dei ricercatori attuali. Manca qualsiasi riconoscimento dell’attività didattica “frontale” che gran parte dei ricercatori attuali hanno svolto fino ad oggi gratuitamente, soprattutto dall’entrata in vigore della riforma 3+2 dell’ordinamento didattico. Infine, oggi un ricercatore per poter accedere al ruolo di Professore Associato deve conseguire un’abilitazione nazionale e poi vincere un concorso a valutazione comparativa; al contrario, il nuovo ricercatore a tempo determinato, dopo aver conseguito l’abilitazione, potrà essere assunto come Professore Associato per chiamata diretta dagli Atenei. Inoltre, dato che i Ricercatori a tempo determinato debbono essere assunti come Professori Associati dopo i sei anni di precariato (pena l’esclusione dall’Univeristà) questi saranno sempre e comunque privilegiati nella promozione rispetto agli attuali Ricercatori. Bisogna infatti ricordare che le Università possono assumere solamente un numero ben definito di Professori Associati ed Ordinari, pena lo sforamento del bialancio. Questo spiega il perchè gli attuali Ricercatori verrebbero esclusi da qualsiasi progressione di carriera. Le nuove regole previste dal disegno di legge quindi, unite alla drammatica carenza di finanziamenti insufficienti perfino alla semplice copertura degli stipendi del personale già in ruolo, annullano di fatto qualunque reale prospettiva di carriera per i Ricercatori. Anche ai non addetti ai lavori questo indica chiaramente come mai si stanno muovendo contro il DdL senza un appoggio forte da parte del resto del mondo accademico: Professori Associati ed Ordinari non vengono egualmente toccati da questi provvedimenti e quindi non hanno interesse a protestare. Il problema però è che i Ricercatori in moltissime Università hanno un peso enorme visto che una parte sostanziale degli insegnamenti viene tenuto da loro e, se privatane, l’Università rischia il blocco. Proviamo ad immaginare che cosa succederebbe se i Ricercatori fossero precari: sarebbe molto semplice “zittirli”, basterebbe minacciarli di non essere assunti alla fine dei 3+3 anni di precariato. Inutile negarlo, quello del precariato è il mezzo favorito in questo paese per togliere potere alle persone e per renderle docili ed obbedienti agli ordini di una sempre più ristretta classe dirigente, intoccabile ed arroccata sulla propria montagna di privilegi. Chiunque può capire che c’è un contrasto strindente tra le richieste dell’Europa che vorrebbe da noi uno sforzo per aumentare il numero di laureati e la qualità delle nostre Università e la politica del nostro governo che, all’opposto, prevede una sempre maggiore riduzione degli investimenti nella ricerca. Credo che la speranza di tutte le persone di buon senso sia l’abbandono dell’attuale politica che sta distruggendo l’istruzione italiana e si intraprenda una strada volta ad aumentare i finanziamenti alla ricerca e a migliorare la qualità del sistema scolastico. Solo un sistema che stimoli la competitività tra gli Atenei, come ad esempoi l’istituzione di una graduatoria delle Università Italiane che ne attesti il livello di eccellenza, ci
consentirà un reale migliormento dell’Università Italiana. Se questo sforzo non verrà sostenuto è inevitabile che l’Italia venga definitivamente staccata dagli altri
paesi europei che stanno investendo molto più di noi in ricerca e formazione degli studenti. Non è ancora tutto perduto, i nostri studenti universitari sono ancora ben preparati, lo testimonia il fatto che per loro è estremamente facile trovare lavoro all’estero. Però deve assere altrettanto chiaro alla nostra attuale classe dirigente che solo un’inversione di rotta ci salverà dalla perdita di tutte le nostre menti migliori in fuga verso l’Europa e gli Stati Uniti.
* Con il termine “3+2” si intende che nell’Università esistono attualmente due cicli formativi: la laurea, che viene chiamata laurea di primo livello (ex laurea triennale), e la laurea magistrale (ex specialistica) che dura due anni (http://www.universita.it/riforma-universitaria/).
Felice Maniero torna in libertà. Ha scontato 17 anni di condanna
E così il più grande criminale della storia del Nord Est, autore di centinaia di rapine, di clamorose evasioni e di omicidi, è dunque, per lo Stato italiano, nuovamente un cittadino come gli altri e probabilmente con tutto il patrimonio illegalmente accumulato diventerà imprenditore … Dopo 7 omicidi – di cui 5 riconosciuti – e pensare che nel Veneto non c’è sentore di mafia!!! Liberi Vicentini
Scaduto il soggiorno obbligato: potrà girare per l’Europa senza vincoli. L’ex boss: «Non ho mai sgarrato in questo periodo, nemmeno una multa»
VENEZIA — Felice Maniero torna in libertà e non si tratta di un’evasione. Questa volta è la legge a prevederlo: scontata interamente la sua pena, da domani il superboss della Mala del Brenta potrà girare senza vincoli per l’Europa, con un nuovo nome, un nuovo cognome e al seguito la carta d’identità dove la foto è sempre quella di Faccia d’Angelo.
Dopo 37 anni vissuti fra carcerazioni, fughe, latitanze, arresti domiciliari, semilibertà, soggiorni obbligati, libertà vigilate e restrizioni varie, scade infatti l’ultima misura di prevenzione, l’obbligo di soggiornare all’interno dei confini comunali, di rincasare entro le undici di sera e di non uscire dalle mura domestiche prima delle sei del mattino.
E così il più grande criminale della storia del Nord Est, autore di centinaia di rapine, di clamorose evasioni e di omicidi, è dunque per lo Stato italiano nuovamente un cittadino come gli altri.
E’ l’effetto pratico del patto con la giustizia fatto all’epoca della sua collaborazione, anno 1995. La confessione di vent’anni di delitti in cambio di un trattamento giudiziario non troppo afflittivo. Il che si è tradotto in due condanne a 11 e 14 anni. La prima per associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata a una pletora di reati: rapine, droga, sequestri, traffico d’armi. La seconda per sette omicidi: lui ne riconosce cinque.
Nel 1995, dopo il suo ultimo arresto a Torino, decise di vuotare il sacco. Lo status di collaboratore di giustizia gli è valso il vantaggio processuale del cumulo delle pene, per cui la condanna complessiva a 25 anni (14 più 11) di reclusione fu ridotta a 17. A lui è stata attribuita la responsabilità di una lunga stagione criminale, un ventennio nel quale mise a ferro e fuoco il Nord Est tirando i fili della più potente organizzazione banditesca mai esistita sopra la linea del Po: centinaia di ladri, rapinatori, trafficanti di droga, di armi, biscazzieri, sequestratori. Un giorno lui stesso tentò una stima: quattrocento, comprendendo anche i topi d’appartamento: «Ma io facevo solo rapine e non in banca», per dire che la sua passione era il colpo a effetto, il forziere impenetrabile, i lingotti d’oro, l’aeroporto, il casinò, non il semplice ladrocinio, mitra, mani in alto e apri la cassaforte. «Ah, robetta, troppo piatta, pochi brividi».
Un’organizzazione piramidale e ramificata che aveva base nelle campagne veneziane del Piovese e che si estendeva su tutto il Veneto. Nata grossomodo nel 1975 sull’ormai sfilacciata gang dei veneziani Kociss e del Chessman (come il feroce bandito americano) e morta nel 1995, in corrispondenza della confessione di Faccia d’Angelo con la magistratura veneziana. Lui dunque la creò e lui la distrusse. Ma era addirittura il lontano 1973 quando Maniero venne pizzicato per la prima volta. Un fatto minore, adolescenziale, il furto di un’automobile quando aveva appena 18 anni ma non ancora la patente, che gli aprì le porte del carcere per un mese. Quando uscì riprese la sua naturale attività, sempre più rampante e smanioso di conquista. Iniziò presto la partita a scacchi con la polizia, intervallata da brevi periodi di galera. Sei mesi nel ’74, otto mesi nell’80, tre anni e mezzo nell’ 84, a Fossombrone. Troppi, tre anni e mezzo. In ogni caso abbastanza per meditare nel carcere di massima sicurezza marchigiano la clamorosa evasione: un tunnel di seicento metri scavato nelle fogne del penitenziario per poi fuggire a nuoto fra le acque impetuose del Metauro, il 16 dicembre del 1987. «Nuotammo con la forza della disperazione, io e Peppino (un brigatista, evaso con lui, ndr), contro la corrente del fiume che ci spingeva a valle… poi ci abbracciammo luridi, sul volto di Peppino spuntò una lacrima. Piangeva di gioia. Eravamo consapevoli di aver battuto un nemico ritenuto invincibile». Anche lì, non una fuga normale, un lenzuolo annodato, un muro di cinta da saltare e via. No, sei mesi di lavoro e di studio meticoloso degli anfratti sotterranei del supercarcere. Poi la sparatoria, la corsa, il tuffo.
Qualcosa di cinematografico, esattamente come alcuni dei colpi a lui attribuiti: due miliardi di lire rastrellati al Casinò di Venezia puntando sei pistole al posto delle fiches «per riprendermi quello che avevo perso alla roulette», sorrise; un miliardo all’hotel Des Bains del Lido, prelevandodolo dalle cassette di sicurezza senza sparare un colpo; 170 chilogrammi d’oro trafugati alla Dogana dell’aeroporto di Venezia; l’assalto da Far West al treno di Vigonza con l’esplosione del vagone postale, il prelievo dei sacchi pieni di banconote e la morte innocente di una studentessa che viaggiava nel convoglio in transito sull’altro binario, «un imprevisto che non doveva succedere, molto doloroso »; il furto del mento di Sant’Antonio e quello dei cinque dipinti di Velasquez, El Greco e Correggio dal museo estense di Modena. E infine la fuga choc dal blindatissimo penitenziario Due Palazzi di Padova: giugno 1994, sei uomini della banda si travestono da carabinieri e vanno a liberare il capo prigioniero, simulando una traduzione. Ma nel bilancio criminale di Felice Maniero ci sono anche i traffici di droga e di armi e gli omicidi: dei fratelli Maurizio e Massimo Rizzi, di Ottavio Andreoli, di Ermes Bernardinello, di Zeno Bertin, di Gianni Barizza. Sono la grande macchia nera di Faccia d’Angelo, rispetto alla quale si riconosce solo una piccola attenuante: «Erano tutti uomini nostri, tutti traditori, e purtroppo noi avevamo deciso che chi tradiva moriva». Sospira. La riconquistata libertà arriva al termine di un articolato percorso di reinserimento sociale: prima due anni di semilibertà, poi tre anni di affidamento in prova ai servizi sociali e infine il soggiorno obbligato. Troppo presto? «Ho rispettato il patto e non ho mai sgarrato, nemmeno una multa». Domande: dov’è e cosa fa l’uomo libero Felice Maniero? Dove sia non si sa. Cosa faccia sì: l’imprenditore.
Andrea Pasqualetto – Dal Corriere del Veneto
SVEZIA, BICILETTE E ORGOGLIO A 5 STELLE. MESCOLARE PER 10 MINUTI.
Sono appena tornato dalla Svezia. Lì il programma del Movimento a 5 Stelle è già realtà. Un gruppo Amici di Beppe Grillo, secondo me, si annoierebbe a morte.
Trasporti, acqua, energia, connetività e rifiuti: sono avanti su tutto. Stoccolma, la capitale, è stata premiata nel 2009 come città europea più ecologica. Ci sono 10 volte le piste ciclabili di Milano, tanto per fare un esempio. Ma la Svezia è forse qualcosa di più del nostro italico sogno a 5 stelle. Faccio un esempio proprio sulle piste ciclabili. Se il sindaco di Vicenza diventasse improvvisamente un ciclofilo convinto, farebbe sicuramente molte piste ciclabili, ma in stile italiano: una striscia gialla sull’asfalto e via. Con la conseguenza che i malcapitati ciclisti incontrerebbero nel loro percorso auto parcheggiate, cassonetti, rifiuti e chissà quali altri ostacoli. In Svezia, invece, la pista ciclabile è sempre delimitata da un muretto o una siepe. Ho visto addirittura una pista ciclabile in pieno centro a Stoccolma che, ad un certo punto, si sdoppiava per creare due corsie con tanto di frecce bianche sulla pavimentazione come se fossero corsie preferenziali per chi svolta a sinistra e chi a destra.
Poco più avanti c’era un compressore per bicilette. Così, se ti capita che stai pedalando e senti il bisogno di gonfiare le gomme, c’è lì un compressore gratis a disposizione. Lo so: sarebbe bastata una pompetta da 10 euro come quella che uso io per la mia bicicletta. Ma allora non avete capito: c’è tutta una filosofia dietro! Non dovete valutare queste cose singolarmente. Non guardate il compressore o le corsie delle piste ciclabili o il taxi a pedali o la tassa d’ingresso delle auto in centro: sararebbe come guardare il dito a chi vi sta indicando il cielo.
Quando capirete la concezione della politica e dell’organizzazione sociale che c’è dietro, capirete che diventa necessaria anche la coerenza. Ecco allora che diventa “normale” avere la raccolta differenziata spinta, o investimenti massicci nelle energie rinnovabili, l’attenzione per la cultura come pilastro della società, l’apertura alle popolazioni diverse (o forse dovrei dire alle culture diverse), l’attenzione maniacale per i bambini e per i disabili, oltre che per chi è meno fortunato. Ecco allora che un politico deve dimettersi se solo non ha pagato i contributi della colf (come è successo in Svezia). Altro che cricca.
O si ragiona in modo aperto o niente. Noi del Movimento a 5 stelle ci sentiamo cultori di questo modo di pensare. Per chi ha il paraocchi sembriamo qualunquisti e populisti. E’ normale, ma non siamo noi quelli sbagliati. E ne andiamo fieri. Abbiamo una sorta di orgoglio a 5 stelle. Il 25 e il 26 settembre ci sarà a Cesena il Woodstock a 5 stelle. Una grande manifestazione che parla di futuro e società. Avrebbe potuto chiamarsi “5 stelle pride”. A proposito di orgoglio, sono capitato a Stoccolma in un giorno speciale. C’era una grande manifestazione che aveva mobilitato mezza città: il “love pride”. La città era piena di gay e lesbiche e tantissimi negozi affiggevano in vetrina la bandiera della manifestazione. Lungo la parata sono accorse migliaia di persone. Come mai? Perchè uno svedese simile a me, cioè sposato e con prole, dovrebbe festeggiare l’arrivo dei carri del love pride? Semplice: tutta la città era orgogliosa di avere una mentalità aperta in grado di dare il massimo supporto agli omosessuali. E’ perfettamente coerente con tutto il resto.
Fate un regalo a voi stessi. Ragionateci su, almeno 10 minuti.
Carlo Braggio
MoVimento 5 Stelle – Vicenza
A Settembre Beppe Grillo incontrerà i MeetUp veneti
Annunciamo con piacere che Beppe Grillo verrà a trovarci qui in Veneto nel mese di Settembre 2010 per incontrare i MeetUp locali. Dopo la positiva esperienza delle elezioni Regionali avremo la possibilità di riincontrare Beppe per una (o forse due) giornate durante le quali analizzeremmo la situazione del MoVimento 5 Stelle in Veneto. Durante gli incontri discuteremo dei “progetti in corso” e delle “prospettive future” del MoVimento Veneto anche in vista delle elezioni future. Chiaramente l’incontro/i sarà aperto a tutti coloro che volessero partecipare, rimane però ancora in sospeso il giorno/i e luogo di ritrovo che verrà tuttavia comunicato al più presto. Al momento stiamo raccogliendo adesioni attraverso la rete, per Vicenza contattateci alla email vicenza5stelle@gmail.com, per avere un’idea della quantità dei partecipanti. Appena si avranno informazioni più definitive verranno tempestivamente comunicate.
Oro più nero: in 6 mesi chiusa 1 azienda su 3
Se a gennaio 2008 le aziende orafe, artigiane o orafe che fossero, erano ancora 931, gli orafi erano ben 1224 nel 2002, quando nel settore era iniziata la crisi, dovuta non solo alla concorrenza del Far East e dei paesi arabi, ma anche all’assenza di investimenti nel marketing e nella comunicazione, oltre che a un sistema di dazi penalizzante con gli Usa, a detta degli operatori del settore.
E secondo i sindacati alcune aziende potrebbero non riaprire alla fine delle ferie anche se non manca chi lavora e non utilizza neanche la Cig.
“Quelle che chiudono sono imprese con una decina di dipendenti – ha dichiarato Alfio Zaurito, sindacalista metalmeccanico della Uilm -.Alcuni imprenditori dicono di aspettare la prossima Fiera di settembre, Vicenzaoro Choice, per tirare le somme e decidere se chiudere definitivamente o meno”.
Se questo avviene ad ogni appuntamento fieristico con vari orafi poi a riprendere storicamente il loro cammino, adesso, con la crisi generale, crescono i timori di ulteriori chiusure, non tutte, bisogna dirlo, generati da crisi ingestibili, perchè oggi, e non solo nell’oreficeria, c’è chi chiude ufficialmente per la crisi, per poi investire o altrove nello stesso settore o in comparti non produttivi ma finanziari le risorse accumuate negli anni ‘buoni’.
Tornando ai dati ufficiali, se sono oltre 400 le imprese che hanno chiuso i battenti dal 2002 per un motivo o per l’altro, il ‘dramma’ esiste anche e ovviamente a livello occupazionale con gli 11.633 addetti del 2001 scesi ai 9.495 del 2008 (dati Assindustria) con una decrescita media di circa 300 lavoratori all’anno che è proseguita anche nel 2009. Gli artigiani orafi veneti (in gran parte vicentini) sono divenuti, poi, la metà in sei anni, dal 2003 al 2009. Le imprese iscritte all’Ebav, l’ente bilaterale regionale, sono scese da 701 nel 2003 a 453 nel 2009 e il numero di lavoratori è crollato da 4210 a 1987.
Oro nero, quindi, e non come sinonimo di petrolio, per molti orafi e per tutti i nuovi disoccupati.
Articolo di Edoardo Pepe Fonte : Vicenzapiù.com
A Vicenza mafia e zone franche!
La Lega ha scritto che il Veneto è “pulito”, non ha presenze mafiose. Un paio di giorni dopo c’è stato l’arresto a Mogliano Veneto in provincia di Treviso di Vito Zappalà, uno dei latitanti mafiosi più ricercati, condannato a 29 anni di galera (vedi articolo)
Questo tipo di persone non si muovono mai da sole e sarà interessante accertare quali suoi compari alloggino nel Veneto. Però a Vicenza abbiamo un problema formalmente di natura diversa ma parimenti grave: le zone franche – una sorta di libertà di violazione delle leggi e delle regole – che i dirigenti pubblici, i politici e la magistratura accordano ai colletti bianchi, ai poteri forti.
Abbiamo avuto la c.d. circolare Rossetto negli anni ‘90 e fin al 2002 per cui un dirigente -arrogandosi poteri che sono solo del consiglio comunale – ha ritenuto di dare agli uffici tecnici disposizioni che consentivano di rovesciare le disposizioni di p.r.g. in fatto di distanze fra edifici vecchi e in edificazione. Costruire più vicino significa allargare la base degli immobili e quindi aumentare la cubatura. Migliaia di metri cubi abusivi sono stati fabbricati in questo modo; impunemente. E quando la magistratura ha inquisito quel dirigente non ha istruito un giudizio a tempi brevi ma ha atteso, atteso ed i reati considerati si sono prescritti.
Entrando in via Vecchia Ferriera dopo Ponte Alto, alla sinistra è in via di completamento un grande edificio sui 60.000 mc circa di volume. Il P.M. ha tenuto nel cassetto per cinque anni la perizia, da lui disposta, che rilevava varie illegittimità. Avrebbe potuto intervenire quando si era alle fondamenta ma ha atteso ingiustificatamente. I potenti proprietari del fabbricato ed i loro progettisti possono dormire tranquilli; tutto finirà nel fumo della prescrizione, se non interverrà prima qualche PM archiviatone.
A fronte di questo immobile ce n’è un altro (70.000 mc. circa), attivo da 4/5 anni. Su di esso si è celebrato un processo sei anni dopo che il consulente del PM aveva consegnato la relazione: sei anni di attesa ingiustificata e di cammino verso la prescrizione. Erano imputati i proprietari, i progettisti, i dirigenti comunali Bressanello, moglie dell’ex sindaco Hüllweck, e Pasini: tutti assolti. I giudici hanno negato l’esistenza del vincolo paesaggistico riconosciuto dalla Regione, autorità competente in materia, sulla base di un documento preparatorio del p.r.g. del 1979 ma poi superato dal testo del piano che ad esso non fa alcun riferimento. Dunque con questa trovata all’italiana è caduta l’accusa. Inoltre i giudici hanno negato l’intenzionalità del dirigente. Costoro non sapevano, non volevano, non intendevamo … “Ah,intendo, il suo cervel, Dio lo riposi,/in tutt’altre faccende affaccendato/a questa roba è morto e sotterrato…”. Il resto ce l’ha messo la Corte d’Appello di Venezia che, a fronte del ricorso del Procuratore della Repubblica di Vicenza contro la inaccettabile sentenza assolutoria, non ha ancora fissato, a distanza di ben due anni, la data del processo.
Anche a Vicenza ci sono le vendette trasversali. Tu fai un esposto contro gli abusi di certi tecnici comunali? Ebbene loro ti puniscono con il potere che hanno. C’é stato il caso di una associata del Comitato Anti abusi alla quale é stato contestato un abuso (inesistente) del 1930! Ad un altro, sempre di questo Comitato, hanno cercato di rilevare un difformità edilizia (sempre inventata) di cinquant’anni fa. E se non possono colpirti direttamente lo fanno contro tuoi famigliari come è successo ad altro partecipe a questa organizzazione.
Questo Comitato ha il merito di aver scovato numerose illegittimità penali, amministrative e contabili degli uffici comunali. Anche se con la sua azione ha fato incassare al comune una cifra corrispondente a circa 500.000 €, tuttavia i suoi membri vanno puniti, così imparano a farsi i fatti loro!
Già, perché il comune di Vicenza è affare dei soli dirigenti comunali? Non voglio ovviamente generalizzare: le mie riflessioni riguardano l’edilizia privata e dintorni.
Il comune di Vicenza non ha soldi; a me sembra che non vada a prenderseli dove ci sono ed ha diritto di averli. Non mi riferisco all’evasione fiscale, argomento certo interessante, bensì – sempre – all’edilizia. Per edificare una casa bisogna pagare gli oneri di urbanizzazione ed un contributo del costo di costruzione: per l’industria c’é solo quest’ultimo gravame. L’importo di queste voci é fermo da circa vent’anni nonostante in questo periodo l’inflazione sia cresciuta di circa il 30%. Un enorme regalo agli speculatori a spese dei cittadini di Vicenza. Ma c’è un altra perdita consistente. Nell’area di via Vecchia Ferriera vi sono numerosi edifici che, approfittando del fatto che l’area è industriale, sono stati edificati pagando al comune – cioè a tutti noi – solo il costo di costruzione (10%). Però le attività installate sono quasi tutte commerciali ma non hanno corrisposto all’ente locale gli oneri di urbanizzazione, in questo caso dovuti (mediamente 30 % circa). Così il nostro comune – cioè noi – non ha incassato centinaia di migliaia di € e non intende incassarli.
Chiudo con il riferimento al palazzo Girardi che sorge a qualche centinaia di metri prima del casello autostradale di Vicenza ovest. La Provincia lo ha dichiarato interamente abusivo con un provvedimento confermato presso i tribunali amministrativi, però il comune non lo demolisce prendendo a pretesto due perizie (una addirittura da esso disposta) di comodo: gli interessi dei colletti bianchi e dei potenti non di possono toccare e vanno difesi anche con le furbate! Ma il comune di Vicenza non provvede nemmeno ad incassare quanto gli spetta! L’assessore Cangini ha affermato con grande clamore che, essendoci degli abusi (bontà sua!), incasserà ben 900.000 €. Ma, secondo le leggi urbanistiche, spetterebbero al comune ben di più: circa 6/7 milioni, cioè il valore venale dell’edificio. Anche qui l’amministrazione rinuncia ai diritti di coloro che rappresenta, cioè sempre noi.
Due ultime avvertenze.
Quanto affermato, in modo un po’ generico per rendere leggibili argomenti piuttosto complessi, ha alla base documenti, numeri di protocollo, date e provvedimenti in mio possesso e sui quali mi sono basato per scrivere questo pezzo.
Da questo quadro sommario e parziale (ce ne sarebbe ancora da raccontare ma cerco di non esser lungo) risulta l’impotenza, scelta liberamente, della magistratura vicentina e del comune di fronte ai poteri forti ed ai colletti bianchi.
Ciò costituisce una grave ingiustizia ed iniquità, una negazione del principio di legalità e di uguaglianza di trattamento ma è anche fonte di minor erogazione di servizi ai cittadini di Vicenza dovuta alle minori entrate a causa di queste acquiescenze ai desiderata dei vari potentati entro e fuori i palazzi. Quanto i cittadini hanno perso e stanno perdendo in fatto di nidi, centri estivi, assistenza domiciliare, aiuto agli sfrattati ed alle famiglie in difficoltà sulla casa, interventi per i giovani, per lo sport a causa dell’omessa acquisizione di quei fondi?
Fulvio Rebesani
Fonte : Redazione VicenzaPiù
Processo ex-Tricom
Delusione, sorpresa e amarezza, a Tezze sul Brenta, per la decisione del gip del Tribunale di Bassano di non accettare la costituzione di parte civile del Comune nel processo sulle presunte morti da cromo alla Tricom-Pm Galvanica. Ufficialmente il motivo della risoluzione è il fatto che non è scritto nello statuto che il Comune tutela la salute pubblica.
Processo non decidibile con le carte che si hanno.
Il giudice Deborah de Stefano, che stà seguendo il processo (per il quale è stato chiesto dagli avvocati degli imputati il rito abbreviato) per determinare le cause e le responsabilità delle morti avvenute tra gli operai alla Ex-Galvanica di Tezze sul brenta, ritiene il procedimento “non decidibile allo stato degli atti”, quindi dispone che vengano eseguite una perizia medica e una periziaper l’acquisizioen del dato epidemiologica tra lavoratori della Tricom. Saltano quindi le udienza previste per il 22 ed il 26 Luglio, mentre verranno conferiti gli incarichi per eseguire le varie perizie il 12 ed il 28 ottobre 2010. Il 12 ottobre alle 12:00 verrà incaricato il dott. Paolo Crosignani per la perizia alla ricerca del dato epidemiologico, mentre il 28 ottobre verranno incaricati il prof. Paolo Apostoli, il prof. Francesco De Ferrari e il dott. Mario Restori per la perizia medico legale sui lavoratori. Il giudice quindi aveva in mano una perizia (quella del dott. Clonfero che indica il fumo di sigaretta come causa di morte dei lavoratori) sulla quale non si è sentita di basare un processo per il quale è stato fatto di tutto per non darne il giusto risalto (è il primo processo in Italia per avvelenamento da Cromo). Già le perizie (dott. Levis, dott. Panizza, dott. Miedico) presentate per contrastare la perizia di Clonfero avevano smontato le conclusioni di quest’ultima, la quale era già stata ritenuta non valida, in quanto infondata nella parte del dott. Clonfero, l’indomani della seconda richiesta di archiviazione (respinta appunto) di questo processo. La richiesta di costituzione di parte civile della provincia e del comune sono state rifiutate, la cosa non ci sorprende. La motivazione ufficiale è che non è presente nello statuto la difesa della salute come punto principale, ma un sindaco non dovrebbe preservare la salute dei propri cittadini?
Le nostre speranze e quelle dei famigliari non sono terminate, anche se lo spettro della prescrizione è sempre presente.
Tratto da http://salutetezze.splinder.com/
Commemorazione della strage in via D’Amelio a Mestre

Immagine canonica di Falcone e Borsellino
L’associazione Grilli Venezia organizzerà per la serata di lunedì 19 luglio 2010 un incontro serale commemorativo dinnanzi al Municipio di Mestre in via Palazzo a partire dalle ore 21:00 circa.
Ciò per ricordare la strage di via D’Amelio, avvenuta il 19 luglio 1992, nella quale morì il magistrato Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta. L’evento vuole ricordare ai cittadini il tema della criminalità organizzata in analogia a quanto accadrà, nella stessa giornata, a Palermo ed in molte.
La manifestazione prevede la lettura pubblica di alcuni brani di giornalisti e protagonisti della lotta alla mafia, senza alcuna occupazione di suolo pubblico con banchetti o altro, senza l’esposizione di bandiere e senza arrecare intralcio alcuno al passaggio dei pedoni (l’area interessata è pedonale).
Naturalmente l’evento, si svolgerà in modo pacifico e non rumoroso.
Segna qui la tua eventuale presenza: http://www.meetup.com…![]()





