Archivi per la categoria ‘Ambiente’
Frequenze Sostenibili
a Bassano del Grappa, Cantieri Giovani in collaborazione con alcune associazioni del territorio sensibili all’argomento, tra cui il Meetup Amici di Beppe Grillo di Bassano, sta organizzando per il 26 settembre 2010 in Piazzotto Montevecchio la giornata dedicata all’ecosostenibilità.
In contemporanea si terrà la manifestazione “Capra & cavoli”, mostra mercato dedicata ai prodotti naturali e biologici.
Frequenze Sostenibili prevede anche eventi collaterali che si svolgeranno dal 13 settembre in poi.
Di seguito il programma completo:
SVEZIA, BICILETTE E ORGOGLIO A 5 STELLE. MESCOLARE PER 10 MINUTI.
Sono appena tornato dalla Svezia. Lì il programma del Movimento a 5 Stelle è già realtà. Un gruppo Amici di Beppe Grillo, secondo me, si annoierebbe a morte.
Trasporti, acqua, energia, connetività e rifiuti: sono avanti su tutto. Stoccolma, la capitale, è stata premiata nel 2009 come città europea più ecologica. Ci sono 10 volte le piste ciclabili di Milano, tanto per fare un esempio. Ma la Svezia è forse qualcosa di più del nostro italico sogno a 5 stelle. Faccio un esempio proprio sulle piste ciclabili. Se il sindaco di Vicenza diventasse improvvisamente un ciclofilo convinto, farebbe sicuramente molte piste ciclabili, ma in stile italiano: una striscia gialla sull’asfalto e via. Con la conseguenza che i malcapitati ciclisti incontrerebbero nel loro percorso auto parcheggiate, cassonetti, rifiuti e chissà quali altri ostacoli. In Svezia, invece, la pista ciclabile è sempre delimitata da un muretto o una siepe. Ho visto addirittura una pista ciclabile in pieno centro a Stoccolma che, ad un certo punto, si sdoppiava per creare due corsie con tanto di frecce bianche sulla pavimentazione come se fossero corsie preferenziali per chi svolta a sinistra e chi a destra.
Poco più avanti c’era un compressore per bicilette. Così, se ti capita che stai pedalando e senti il bisogno di gonfiare le gomme, c’è lì un compressore gratis a disposizione. Lo so: sarebbe bastata una pompetta da 10 euro come quella che uso io per la mia bicicletta. Ma allora non avete capito: c’è tutta una filosofia dietro! Non dovete valutare queste cose singolarmente. Non guardate il compressore o le corsie delle piste ciclabili o il taxi a pedali o la tassa d’ingresso delle auto in centro: sararebbe come guardare il dito a chi vi sta indicando il cielo.
Quando capirete la concezione della politica e dell’organizzazione sociale che c’è dietro, capirete che diventa necessaria anche la coerenza. Ecco allora che diventa “normale” avere la raccolta differenziata spinta, o investimenti massicci nelle energie rinnovabili, l’attenzione per la cultura come pilastro della società, l’apertura alle popolazioni diverse (o forse dovrei dire alle culture diverse), l’attenzione maniacale per i bambini e per i disabili, oltre che per chi è meno fortunato. Ecco allora che un politico deve dimettersi se solo non ha pagato i contributi della colf (come è successo in Svezia). Altro che cricca.
O si ragiona in modo aperto o niente. Noi del Movimento a 5 stelle ci sentiamo cultori di questo modo di pensare. Per chi ha il paraocchi sembriamo qualunquisti e populisti. E’ normale, ma non siamo noi quelli sbagliati. E ne andiamo fieri. Abbiamo una sorta di orgoglio a 5 stelle. Il 25 e il 26 settembre ci sarà a Cesena il Woodstock a 5 stelle. Una grande manifestazione che parla di futuro e società. Avrebbe potuto chiamarsi “5 stelle pride”. A proposito di orgoglio, sono capitato a Stoccolma in un giorno speciale. C’era una grande manifestazione che aveva mobilitato mezza città: il “love pride”. La città era piena di gay e lesbiche e tantissimi negozi affiggevano in vetrina la bandiera della manifestazione. Lungo la parata sono accorse migliaia di persone. Come mai? Perchè uno svedese simile a me, cioè sposato e con prole, dovrebbe festeggiare l’arrivo dei carri del love pride? Semplice: tutta la città era orgogliosa di avere una mentalità aperta in grado di dare il massimo supporto agli omosessuali. E’ perfettamente coerente con tutto il resto.
Fate un regalo a voi stessi. Ragionateci su, almeno 10 minuti.
Carlo Braggio
MoVimento 5 Stelle – Vicenza
A Settembre Beppe Grillo incontrerà i MeetUp veneti
Annunciamo con piacere che Beppe Grillo verrà a trovarci qui in Veneto nel mese di Settembre 2010 per incontrare i MeetUp locali. Dopo la positiva esperienza delle elezioni Regionali avremo la possibilità di riincontrare Beppe per una (o forse due) giornate durante le quali analizzeremmo la situazione del MoVimento 5 Stelle in Veneto. Durante gli incontri discuteremo dei “progetti in corso” e delle “prospettive future” del MoVimento Veneto anche in vista delle elezioni future. Chiaramente l’incontro/i sarà aperto a tutti coloro che volessero partecipare, rimane però ancora in sospeso il giorno/i e luogo di ritrovo che verrà tuttavia comunicato al più presto. Al momento stiamo raccogliendo adesioni attraverso la rete, per Vicenza contattateci alla email vicenza5stelle@gmail.com, per avere un’idea della quantità dei partecipanti. Appena si avranno informazioni più definitive verranno tempestivamente comunicate.
Oro più nero: in 6 mesi chiusa 1 azienda su 3
Se a gennaio 2008 le aziende orafe, artigiane o orafe che fossero, erano ancora 931, gli orafi erano ben 1224 nel 2002, quando nel settore era iniziata la crisi, dovuta non solo alla concorrenza del Far East e dei paesi arabi, ma anche all’assenza di investimenti nel marketing e nella comunicazione, oltre che a un sistema di dazi penalizzante con gli Usa, a detta degli operatori del settore.
E secondo i sindacati alcune aziende potrebbero non riaprire alla fine delle ferie anche se non manca chi lavora e non utilizza neanche la Cig.
“Quelle che chiudono sono imprese con una decina di dipendenti – ha dichiarato Alfio Zaurito, sindacalista metalmeccanico della Uilm -.Alcuni imprenditori dicono di aspettare la prossima Fiera di settembre, Vicenzaoro Choice, per tirare le somme e decidere se chiudere definitivamente o meno”.
Se questo avviene ad ogni appuntamento fieristico con vari orafi poi a riprendere storicamente il loro cammino, adesso, con la crisi generale, crescono i timori di ulteriori chiusure, non tutte, bisogna dirlo, generati da crisi ingestibili, perchè oggi, e non solo nell’oreficeria, c’è chi chiude ufficialmente per la crisi, per poi investire o altrove nello stesso settore o in comparti non produttivi ma finanziari le risorse accumuate negli anni ‘buoni’.
Tornando ai dati ufficiali, se sono oltre 400 le imprese che hanno chiuso i battenti dal 2002 per un motivo o per l’altro, il ‘dramma’ esiste anche e ovviamente a livello occupazionale con gli 11.633 addetti del 2001 scesi ai 9.495 del 2008 (dati Assindustria) con una decrescita media di circa 300 lavoratori all’anno che è proseguita anche nel 2009. Gli artigiani orafi veneti (in gran parte vicentini) sono divenuti, poi, la metà in sei anni, dal 2003 al 2009. Le imprese iscritte all’Ebav, l’ente bilaterale regionale, sono scese da 701 nel 2003 a 453 nel 2009 e il numero di lavoratori è crollato da 4210 a 1987.
Oro nero, quindi, e non come sinonimo di petrolio, per molti orafi e per tutti i nuovi disoccupati.
Articolo di Edoardo Pepe Fonte : Vicenzapiù.com
A Vicenza mafia e zone franche!
La Lega ha scritto che il Veneto è “pulito”, non ha presenze mafiose. Un paio di giorni dopo c’è stato l’arresto a Mogliano Veneto in provincia di Treviso di Vito Zappalà, uno dei latitanti mafiosi più ricercati, condannato a 29 anni di galera (vedi articolo)
Questo tipo di persone non si muovono mai da sole e sarà interessante accertare quali suoi compari alloggino nel Veneto. Però a Vicenza abbiamo un problema formalmente di natura diversa ma parimenti grave: le zone franche – una sorta di libertà di violazione delle leggi e delle regole – che i dirigenti pubblici, i politici e la magistratura accordano ai colletti bianchi, ai poteri forti.
Abbiamo avuto la c.d. circolare Rossetto negli anni ‘90 e fin al 2002 per cui un dirigente -arrogandosi poteri che sono solo del consiglio comunale – ha ritenuto di dare agli uffici tecnici disposizioni che consentivano di rovesciare le disposizioni di p.r.g. in fatto di distanze fra edifici vecchi e in edificazione. Costruire più vicino significa allargare la base degli immobili e quindi aumentare la cubatura. Migliaia di metri cubi abusivi sono stati fabbricati in questo modo; impunemente. E quando la magistratura ha inquisito quel dirigente non ha istruito un giudizio a tempi brevi ma ha atteso, atteso ed i reati considerati si sono prescritti.
Entrando in via Vecchia Ferriera dopo Ponte Alto, alla sinistra è in via di completamento un grande edificio sui 60.000 mc circa di volume. Il P.M. ha tenuto nel cassetto per cinque anni la perizia, da lui disposta, che rilevava varie illegittimità. Avrebbe potuto intervenire quando si era alle fondamenta ma ha atteso ingiustificatamente. I potenti proprietari del fabbricato ed i loro progettisti possono dormire tranquilli; tutto finirà nel fumo della prescrizione, se non interverrà prima qualche PM archiviatone.
A fronte di questo immobile ce n’è un altro (70.000 mc. circa), attivo da 4/5 anni. Su di esso si è celebrato un processo sei anni dopo che il consulente del PM aveva consegnato la relazione: sei anni di attesa ingiustificata e di cammino verso la prescrizione. Erano imputati i proprietari, i progettisti, i dirigenti comunali Bressanello, moglie dell’ex sindaco Hüllweck, e Pasini: tutti assolti. I giudici hanno negato l’esistenza del vincolo paesaggistico riconosciuto dalla Regione, autorità competente in materia, sulla base di un documento preparatorio del p.r.g. del 1979 ma poi superato dal testo del piano che ad esso non fa alcun riferimento. Dunque con questa trovata all’italiana è caduta l’accusa. Inoltre i giudici hanno negato l’intenzionalità del dirigente. Costoro non sapevano, non volevano, non intendevamo … “Ah,intendo, il suo cervel, Dio lo riposi,/in tutt’altre faccende affaccendato/a questa roba è morto e sotterrato…”. Il resto ce l’ha messo la Corte d’Appello di Venezia che, a fronte del ricorso del Procuratore della Repubblica di Vicenza contro la inaccettabile sentenza assolutoria, non ha ancora fissato, a distanza di ben due anni, la data del processo.
Anche a Vicenza ci sono le vendette trasversali. Tu fai un esposto contro gli abusi di certi tecnici comunali? Ebbene loro ti puniscono con il potere che hanno. C’é stato il caso di una associata del Comitato Anti abusi alla quale é stato contestato un abuso (inesistente) del 1930! Ad un altro, sempre di questo Comitato, hanno cercato di rilevare un difformità edilizia (sempre inventata) di cinquant’anni fa. E se non possono colpirti direttamente lo fanno contro tuoi famigliari come è successo ad altro partecipe a questa organizzazione.
Questo Comitato ha il merito di aver scovato numerose illegittimità penali, amministrative e contabili degli uffici comunali. Anche se con la sua azione ha fato incassare al comune una cifra corrispondente a circa 500.000 €, tuttavia i suoi membri vanno puniti, così imparano a farsi i fatti loro!
Già, perché il comune di Vicenza è affare dei soli dirigenti comunali? Non voglio ovviamente generalizzare: le mie riflessioni riguardano l’edilizia privata e dintorni.
Il comune di Vicenza non ha soldi; a me sembra che non vada a prenderseli dove ci sono ed ha diritto di averli. Non mi riferisco all’evasione fiscale, argomento certo interessante, bensì – sempre – all’edilizia. Per edificare una casa bisogna pagare gli oneri di urbanizzazione ed un contributo del costo di costruzione: per l’industria c’é solo quest’ultimo gravame. L’importo di queste voci é fermo da circa vent’anni nonostante in questo periodo l’inflazione sia cresciuta di circa il 30%. Un enorme regalo agli speculatori a spese dei cittadini di Vicenza. Ma c’è un altra perdita consistente. Nell’area di via Vecchia Ferriera vi sono numerosi edifici che, approfittando del fatto che l’area è industriale, sono stati edificati pagando al comune – cioè a tutti noi – solo il costo di costruzione (10%). Però le attività installate sono quasi tutte commerciali ma non hanno corrisposto all’ente locale gli oneri di urbanizzazione, in questo caso dovuti (mediamente 30 % circa). Così il nostro comune – cioè noi – non ha incassato centinaia di migliaia di € e non intende incassarli.
Chiudo con il riferimento al palazzo Girardi che sorge a qualche centinaia di metri prima del casello autostradale di Vicenza ovest. La Provincia lo ha dichiarato interamente abusivo con un provvedimento confermato presso i tribunali amministrativi, però il comune non lo demolisce prendendo a pretesto due perizie (una addirittura da esso disposta) di comodo: gli interessi dei colletti bianchi e dei potenti non di possono toccare e vanno difesi anche con le furbate! Ma il comune di Vicenza non provvede nemmeno ad incassare quanto gli spetta! L’assessore Cangini ha affermato con grande clamore che, essendoci degli abusi (bontà sua!), incasserà ben 900.000 €. Ma, secondo le leggi urbanistiche, spetterebbero al comune ben di più: circa 6/7 milioni, cioè il valore venale dell’edificio. Anche qui l’amministrazione rinuncia ai diritti di coloro che rappresenta, cioè sempre noi.
Due ultime avvertenze.
Quanto affermato, in modo un po’ generico per rendere leggibili argomenti piuttosto complessi, ha alla base documenti, numeri di protocollo, date e provvedimenti in mio possesso e sui quali mi sono basato per scrivere questo pezzo.
Da questo quadro sommario e parziale (ce ne sarebbe ancora da raccontare ma cerco di non esser lungo) risulta l’impotenza, scelta liberamente, della magistratura vicentina e del comune di fronte ai poteri forti ed ai colletti bianchi.
Ciò costituisce una grave ingiustizia ed iniquità, una negazione del principio di legalità e di uguaglianza di trattamento ma è anche fonte di minor erogazione di servizi ai cittadini di Vicenza dovuta alle minori entrate a causa di queste acquiescenze ai desiderata dei vari potentati entro e fuori i palazzi. Quanto i cittadini hanno perso e stanno perdendo in fatto di nidi, centri estivi, assistenza domiciliare, aiuto agli sfrattati ed alle famiglie in difficoltà sulla casa, interventi per i giovani, per lo sport a causa dell’omessa acquisizione di quei fondi?
Fulvio Rebesani
Fonte : Redazione VicenzaPiù
Processo ex-Tricom
Delusione, sorpresa e amarezza, a Tezze sul Brenta, per la decisione del gip del Tribunale di Bassano di non accettare la costituzione di parte civile del Comune nel processo sulle presunte morti da cromo alla Tricom-Pm Galvanica. Ufficialmente il motivo della risoluzione è il fatto che non è scritto nello statuto che il Comune tutela la salute pubblica.
Processo non decidibile con le carte che si hanno.
Il giudice Deborah de Stefano, che stà seguendo il processo (per il quale è stato chiesto dagli avvocati degli imputati il rito abbreviato) per determinare le cause e le responsabilità delle morti avvenute tra gli operai alla Ex-Galvanica di Tezze sul brenta, ritiene il procedimento “non decidibile allo stato degli atti”, quindi dispone che vengano eseguite una perizia medica e una periziaper l’acquisizioen del dato epidemiologica tra lavoratori della Tricom. Saltano quindi le udienza previste per il 22 ed il 26 Luglio, mentre verranno conferiti gli incarichi per eseguire le varie perizie il 12 ed il 28 ottobre 2010. Il 12 ottobre alle 12:00 verrà incaricato il dott. Paolo Crosignani per la perizia alla ricerca del dato epidemiologico, mentre il 28 ottobre verranno incaricati il prof. Paolo Apostoli, il prof. Francesco De Ferrari e il dott. Mario Restori per la perizia medico legale sui lavoratori. Il giudice quindi aveva in mano una perizia (quella del dott. Clonfero che indica il fumo di sigaretta come causa di morte dei lavoratori) sulla quale non si è sentita di basare un processo per il quale è stato fatto di tutto per non darne il giusto risalto (è il primo processo in Italia per avvelenamento da Cromo). Già le perizie (dott. Levis, dott. Panizza, dott. Miedico) presentate per contrastare la perizia di Clonfero avevano smontato le conclusioni di quest’ultima, la quale era già stata ritenuta non valida, in quanto infondata nella parte del dott. Clonfero, l’indomani della seconda richiesta di archiviazione (respinta appunto) di questo processo. La richiesta di costituzione di parte civile della provincia e del comune sono state rifiutate, la cosa non ci sorprende. La motivazione ufficiale è che non è presente nello statuto la difesa della salute come punto principale, ma un sindaco non dovrebbe preservare la salute dei propri cittadini?
Le nostre speranze e quelle dei famigliari non sono terminate, anche se lo spettro della prescrizione è sempre presente.
Tratto da http://salutetezze.splinder.com/
Commento di Sergio Minolfi
La classifica “Salvaforeste”
Caro lettore,
sai che i libri che compri potrebbero contenere tracce di foresta pluviale? Dal Salone Internazionale del Libro di Torino lanciamo la nuova classifica “Salvaforeste” sull’editoria italiana, che rivela come la maggior parte dei libri venduti nel nostro Paese sia una minaccia per le preziose foreste di Sumatra e gli ultimi oranghi indonesiani. L’Italia, infatti, è il più importante acquirente europeo di carta indonesiana e il maggior cliente del campione della deforestazione APP (Asia Pulp and Paper).
Al nostro questionario “Salvaforeste” la maggior parte degli editori ha risposto dimostrando trasparenza, ma ha dichiarato di non poter fornire informazioni chiare sulla propria carta e quindi non ha una politica sostenibile. In questo gruppo si trovano i principali gruppi editoriali italiani, Mondadori, RCS Libri, Gruppo Giunti e Gruppo Mauri Spagnol.
Soltanto il 18 % delle case editrici interpellate ha scelto di acquistare solo ed esclusivamente carta sostenibile. Tra questi: Bompiani, Fandango, Hacca e Gaffi.
Il 20% è quello dei più “cattivi”: non hanno fornito nessuna informazione utile per poter valutare la sostenibilità della propria carta, dimostrando poca trasparenza e nessuna volontà di escludere dalla propria filiera carta proveniente dalla deforestazione. Tra questiFeltrinelli che da solo controlla quasi il 4% del mercato librario.
Per salvare foreste e oranghi, gli editori devono impegnarsi a garantire a noi lettori che i libri non siano prodotti di distruzione. È più facile di quanto si possa pensare!
Scarica il .pdf della classifica “Salvaforeste”
dal sito di Greenpeace
Lettera al movimento 5 stelle
Cari amici 5 stelle (va bene amici?compagni?facciamo cugini perchè oggi nel PD sono molto permalosi e di voi non so),Vi seguo con simpatia per l’approccio innovativo del vostro (si potrà dire?)leader e delle vostre iniziative sporadiche (o quantomeno visibili)e vorrei però chiedervi:avete una proposta organica per la regione e vicenza? cosa state facendo per realizzare le vostre idee? per l’acqua sono venuto a firmare da voi,ma avrei potuto farlo ad altri tavoli,seguo il vs blog,ma non c’è vita e non trovo fatti,denunce che riguardano Vicenza e la regione,a volte c’è un dibattito ma traspare dai pochi scritti un pò di vanità distaccata tipo facebook ed a volte la sindrome di Parsifal (bel mito,ma come sapete il mito è un luogo che non c’è,come in Peter Pan l’isola che non c’è).Ho l’impressione a volte che abbiate il desiderio di accodarvi ad altri movimenti solo per dire che siete presenti.Mi piacerebbe conoscere la vita ed i problemi della nostra regione e della mia nuova città con un approccio nuovo,in fondo mi aspetto da un partito,un movimento,chiamatelo come volete che si parli dei problemi delle persone,delle risposte al loro futuro.Scusate,ma da questo movimento mi aspetto un approccio in linea con quello enunciato nel vostro programma,capisco che è difficile declinare nel quotidiano i valori di riferimento ma il vostro movimento si presenta così ed è questo che io mi aspetto.






